GREEN DAY, Intervista durante il Pop Disaster Tour
NOTA: questa intervista è tratta da planet-loud.com, ma la traduzione è stata fatta da rotting esclusivamente per questo sito, quindi se vuoi metterla sul tuo sito devi metterci un link a questo sito.
Aprile 2002
Intervistatore : Graham Finney
Sono indubbiamente una delle più grandi band della nuova scena punk,
hanno venduto milioni di album e ho avuto una chiacchierata con Billlie
Joe Armstrong prima dello show a Mountain View, CA. Chi avrebbe pensato
che il punk sarebbe andato dai Sex Pistols... a questo?
PLANET-LOUD- Bene, com' è stato il Pop Disaster tour fino ad ora?
Billie Joe - Grandioso, sul serio. Noi abbiamo fatto grandi show tutte le
notti. Non facciamo brutti concerti perchè sarebbero troppo pieni di
cose da dire.
PL- Vi ho visto un paio di volte per cui so di cosa parlate...
BJ - Oh, hai visto le volte brutte? Ha.
PL- Come mai voi e i Blink non sarete insieme al UK tour?
BJ - Beh, loro fanno le loro cose. Negli USA metti insieme un paio di
grandi band e c'è più agitazione attorno allo show. Non capiamo i
festival qui a parte il Lollapalooza che è anche un pò vecchio ora come
ora.
PL- Sarete a qualche festival qust' anno?
BJ - Si un paio. Non il Reading però. Ci ha veramente uccisi l'anno
scorso. Veramente fantastico. Uno dei miei preferiti di sempre.
PL- Yeah, è stato uno show forte per una delle band punk più grandi in
giro?
BJ - Si, mi sono reso conto di quanto famosi siamo diventati durante il
Nimrod Tour. Ovviamente a spingerci al successo è stato Dookie ma in
quel periodo tutto era pazzesco, tutto caos. Quando abbiamo fatto il
Nimrod Tour europeo mi sono veramente reso conto di quanto le cose
erano diventate grandi.
PL- Vi aspettavate da Dookie una cosa del genere?
BJ - Per come la vedo io è che noi abbiamo giocato d'azzardo, messo fuori
l'album e che esso avrebbe potuto andare sia bene che male. In ogni
caso noi non ci avremmo perso niente.
PL- Perchè Insomniac non ha avuto lo stesso successo?
BJ - Credo che quello fosse uno strano periodo per la band dato che
stavano succedendo tantissime cose e non avevamo molto aiuto, stavamo
molto sulle nostre, come un periodo di pausa. C'erano anche tante voci
cattive su di noi che avremmo dovuto ignorare, ma purtroppo non fu così.
PL- Cosa vi ha fatto continuare durante la pausa?
BJ - Avevamo un forte desiderio di continuare a scrivere musica, quel
desiderio non invecchia mai. Quando lo farà smetteremo ma è tuttora
quello che ci fa andare avanti.
PL- Molto tempo è passato da quanto andavate in tour sul vostro
furgone. Cosa ricordi di quei giorni?
BJ - Era veramente divertente. Noi ci siamo veramente sentiti realizzati
perchè eravamo in viaggio, fuori dalla nostra città e dovevamo vivere
per conto nostro. Ogni band che va fuori dalla propria città e ha
persone che la vanno a vedere sente che sta avendo successo. Nonostante
tutto e tutto il divertimento eravamo sempre curiosi di provare nuove
cose, e lo siamo ancora, come vedere cosa succede ad un tour come quello
che è il pop disaster.
PL- Cosa avete imparato da quei giorni?
BJ - Credo che abbiamo imparato come suonare da vera band e come
rinforzarci. Abbiamo suonato 64 concerti in tre mesi nel nostro primo
tour in Europa. La musica deve essere il tuo linguaggio quando vai nei
posti dove la tua lingua non si parla. E' l' unico modo per comunicare.
In quei giorni dovevamo dimostrate tante cose e proprio questo ci ha
reso una band migliore.
PL- La musica è un linguaggio universale?
BJ - Penso di si. C'è ancora quel componente del non ancora famoso di
ragazzini nelle proprie camere che fanno casino con le loro chitarre.
PL- E' più difficile ora che sei sposato e hai differenti responsabilità
di quando avevi 18 anni?
BJ - E' più difficile, ma per l'ultimo album non abbiamo fatto un
grosso tour e ora sembra essere il momento giusto per fare qualche
concerto.
PL- ...e la gente non vi ha dimenticato?
BJ - Giusto. E' anche bello perchè anche se la musica è molto cambiata,
ci sono ancora ragazzi che vogliono delle belle canzoni.
PL- Siete stati molto criticati per il fatto di essere stati supportati
da MTV e dunque di perdere le vostre radici punk...
BJ - Lo so, ci hanno criticato perchè non suonavamo più in piccoli locali
e ci hanno detto che stavamo perdendo la nostra credibilità punk ma,
specialmente quando cresci, ti chiedi che cos'è veramente il punk. Come
può uno definire con esattezza cos'è il punk rock. Ognuno dovrebbe
avere la propria definizione. Io mi vedo come un musicista e devo a me
stesso questa definizione. La mia chitarra sarà sempre la per me, anche
se i Punks non ci saranno più.
PL- Quando hai preso per la prima volta una chitarra in mano?
BJ - Quando avevo otto anni. Mio padre era un batterista Jazz per cui
ascoltavo sempre musica. Vengo da una famiglia "musicale".
PL- Che musica ascoltavi mentre stavi crescendo?
BJ - Ascoltavo del cattivo heavy metal e devo confessare che suono
ancora occasionalmente Van Halen. Anche il primo album dei Motley Crue.
Ho iniziato ad ascoltare gli Husker Du quando avevo più o meno 15 anni.
PL- Ti aiutava a scuola?
BJ - Io odiavo la scuola. Mi ostacolava dal fare quello che volevo, che
poi era suonare, e ho imparato più uscendo con i miei amici che in
classe.
PL- Eri in molte band a scuola?
Bj - Veramente no. Questa è l'unica in cui sono mai entrato sul serio.
PL- Cosa ti ha fatto volere essere in una band?
BJ - Le persone mi sembravano fighe con delle chitarre. Suonare e
stare con i tuoi amici mentre cresci mi è sempre sembrato un bellissimo
sentimento.
PL- Come ti senti ad essere considerato un esempio da alcuni ragazzi?
BJ - Mi sento come un povero vecchio sporco. Ha. Va bene ed una parte di
quello. E' la tradizione Rock'n'roll, musica che va da Elivs ai Beatles e
Odmonds. Sono tutti finiti sui muri delle persone. Come band tipo Kiss
e Sex Pistols. Molti non si rendono conto che i Sex Pistols avevano un
seguito di molti teenagers e molte persone pensavano che Rotten era un
tipo carino.
PL- Ti piacerebbe tornare ai giorni passati?
Bj - Non lo so, mi sento sempre come se fossi la. Finche sento che
quello che facciamo è puro, sento come se fossi vero fino alle mie
radici.