INTERVISTA AI GREEN DAY PER IL LANCIO DI AMERICAN IDIOT

Fonte kataweb musica

Green Day, l'opera punk smaschera l'idiota Usa

American Idiot è "chi accetta e alimenta un sistema integrato fatto di Tv, guerra e paura".

di Giorgio Casari

Piccoli rocker crescono. L'arrivo nei negozi del fenomeno American Idiot (disco al nono posto della hit parade italiana, primo negli Usa, in Inghilterra, Australia e Giappone) fotografa i californiani Green Day a un livello di consapevolezza compositiva e politica che fa quasi impressione, se si pensa al loro esordio, nel 1994 con Dookie. Del resto sono passati dieci anni e il punk melodico di cui Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tre Cool sono alfieri si è evoluto verso una serie di canzoni anche piuttosto complesse, dove il malessere generazionale che ha spesso caratterizzato i loro testi si mescola a un'idea forte di insoddisfazione per il modo in cui gli Usa sono governati. Un vero e proprio concept album, di cui Billie Joe e Mike, interpellati per l'occasione, appaiono orgogliosi.

Potete spiegarci in cosa consiste l'idiozia americana?
Mike: Più che l'idiozia posso descriverle l'idiota, cioè colui che accetta passivamente e alimenta il sistema dei programmi televisivi, della guerra, della paura per il diverso che regge attualmente gli Stati Uniti. E' un circolo vizioso, se ne può uscire solo usando la consapevolezza che stiamo vivendo in un momento orribile.

In questo senso è chiaro il vostro impegno per le prossime elezioni presidenziali...
Billie Joe: Sì, facciamo parte del cartello "punkvoter", schierato apertamente contro George W. Bush e che comprende numerosi altri artisti del nostro ambito, per esempio i NoFX. Se mi chiede se penso che Bush sia davvero peggio di John Kerry, le rispondo francamente che si tratta di scegliere il male minore. L'immagine del secondo è più credibile all'estero, l'importante è evitare che ci continui a governare uno che gestisce, attraverso un cugino, un network informativo importante come Fox News. Oltre a essere un cowboy petroliere senza vergogna.

American Idiot è un album a tema, in cui i testi rivestono un'importanza notevole.
Mike: L'idea di base era di raccontare storie contemporanee, di far arrivare il disagio che sentiamo oggi a un grado di comunicazione universale. Ci sono diversi piani di lettura per le canzoni. Per esempio, Jesus Of Suburbia...

Billie Joe:...è un pezzo in cui viene descritto un eroe a cui ci sentiamo vicini (anche se Billie non lo dice chiaramente, il personaggio è quasi un suo alter ego, ndi), legato alla nostra madrepatria e alla confusione di oggi. Ecco, l'unica certezza che possiamo portare avanti oggi è quella di non sapere cosa vogliamo, ma di sapere benissimo ciò che non ci piace.

E' vero che il disco avrà una sua riduzione cinematografica?
Billie Joe: Per il momento no. Siamo molto impegnati a proporlo integralmente dal vivo, con un buon risultato negli States (in realtà non tutti i fan hanno apprezzato completamente queste esecuzioni complete, una specie di rappresentazione teatrale, con tanto di narratori e di vestiti neri e rossi, priva dei vecchi successi della band, ndi). Si tratta di una "punk and roll" opera, anche se sicuramente non la metteremo mai in scena a Broadway.

C'è qualcuno nella scena punk che appoggia apertamente Bush?
Mike: Mi faccia pensare...al momento, gli unici nomi che mi vengono in mente sono Jessica Simpson e Britney Spears, che però non sono molto punk (risata, ndi).

Che giudizio avete del rock contemporaneo?
Billie Joe: Secondo me è necessario un cambiamento radicale, su tutti i fronti. Siamo lontani anni luce dalla creatività di un certo hip hop, che lavora infinitamente meglio sulle strutture dei pezzi, come capita per esempio agli Outkast, che hanno pubblicato un doppio album parecchio interessante.

Rispetto al vostro esordio, un decennio fa, cosa è cambiato fra di voi?
Mike: Niente a livello di amicizia. Con Billie siamo stati compagni di scuola e non ci siamo più mollati. Migliora sempre l'intesa "artistica": i nuovi brani sono nati spesso da una continua jam fra di noi, portata avanti fino allo sfinimento, ma con risultati ottimi.

Qual è secondo voi la qualità migliore di una buona canzone?
Mike: Onestà, sincerità. In altre parole, la voglia di comunicare senza falsi pudori.